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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9391 del 18 gennaio 2011 (2566) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Addio Giorgio
Addio Giorgio
Questi sono testi che non vorrei mai dover scrivere, ma sono anche l’unico modo che trovo per salutare amici musicisti che, purtroppo, ci lasciano.
 
Giorgio Cerasari era un mio amico carissimo: ci si conosceva sin dai primissimi anni ‘60, dalla fondazione del primo Ciao Amici Club. Avevamo cominciato a imparare a suonare la batteria insieme; eravamo un gruppo di cinque amici (io, Giorgio, Mario Ferrari, Nano Panzarasa, Dodo Zaffarana) con una sola batteria a disposizione: una SuperAlberti, ancora con le pelli d’asino.
Lui aveva cominciato a suonare, prima di me, con il gruppo degli L.S.D.; era comparso poi nel primo LP di Guido Bolzoni “Happening”, poi aveva suonato le percussioni nel Gruppo Aperto Folk (in cui io cantavo e suonavo la chitarra) per abbandonare, in seguito, quasi completamente l’uso dello strumento.
 
Pieno di iniziativa, ironico e combattivo, aveva cambiato pelle come un camaleonte e me lo ero ritrovato a Milano, in una grande gioielleria del centro, inappuntabile, in giacca e cravatta, che discuteva da esperto di preziosi.
 
Un incidente in moto, in cui aveva rischiato di morire, fece scattare qualcosa nella sua mente e decise che quello non era il suo stile di vita.
Partì per l’India che divenne, nel corso degli anni, la sua seconda patria.
Non ci si vedeva molto, ma la nostra amicizia era salda e forte così come l’affetto che provavamo l’uno per l’altro e bastava vederci ogni tanto e sapere che “c’eravamo”.
 
Quando la notizia della sua morte mi ha raggiunto ero a Praga, davanti alla cattedrale; e lì sono rimasto immobile, impietrito, simile alle statue che ne ornavano la facciata, incapace di reagire e di accettare il fatto che Giorgio non c’era più.
L’addio del titolo di questo scritto non me la sento di dirlo; così ti dico solo Ciao Giorgio!
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 18/01/2011 (9391)

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