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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9460 del 10 febbraio 2011 (2523) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Fabrizio Poggi ed i Blind Boys of Alabama
Fabrizio Poggi ed i Blind Boys of Alabama
Come ben sapete, mi piace raccontare le avventure ed i successi dei “nostri” musicisti.
Ancora una volta il bravo e tenace Fabrizio Poggi ha coronato un suo sogno: suonare in un concerto dei leggendari Blind Boys of Alabama, da 60 anni definiti “ambasciatori del gospel”, ispirati a ensemble come Golden Gate Quartet e Soul Stirrers.
 
L'avventura di Clarence Fountain, il leader, parte nel 1937, quando un gruppo di amici interpreta motivi gospel, nell' Institute for the Deaf and Blind di Talladega, Alabama. Oggi sono un gruppo di culto che ha attraversato diverse epoche musicali, cantando quella che definiscono "la musica di Dio".
Nel mese di Gennaio Fabrizio è stato invitato a suonare con i leggendari Blind Boys of Alabama al Teatro della Filarmonica di Monaco di Baviera, in Germania. E’ stata un’esperienza assolutamente incredibile. L’ultima volta si erano incontrati in occasione della registrazione di I’m on my way su Spirit & Freedom (disco di Poggi).
Per il concerto di Monaco Jimmy Carter, il leader storico della mitica formazione, e Joey Williams, il chitarrista cantante nonché direttore musicale della band, hanno chiesto a Fabrizio di suonare l’armonica in Way down in the hole un brano del loro concerto.
 
Nel pomeriggio prima della performance, dopo i commossi baci e abbracci, sono tutti andati al teatro per le prove dello spettacolo. Aspettando il turno della canzone da provare, Fabrizio scaldava la propria armonica improvvisando, lontano dal microfono, su un brano che la band stava suonando per testare i propri strumenti: Spirit in sky.
Accortosi di questo, Joey Williams si avvicina a Fabrizio, che non pensava di essere ascoltato, e gli dice di aver apprezzato tantissimo ciò che aveva suonato lontano dal microfono su Spirit in the sky e lo invita a suonare anche quel brano durante il concerto che inizierà di lì a poco; così i brani sono diventati due.
Ore 20.00: inizia il concerto. Fabrizio è seduto in prima fila. Quando al quinto pezzo Jimmy Carter lo chiama sul palco con una bellissima presentazione, Fabrizio viene accolto dal calorosissimo applauso del pubblico che occupa ogni ordine di posti in un bellissimo teatro dall’acustica perfetta. Fabrizio è visibilmente teso. Non capita tutti i giorni di dover sostituire il grande Charlie Musselwhite; è lui infatti a suonare l’armonica nei dischi dei Blind Boys of Alabama.
 
Già dalle prime note, però, tutto sembra andare per il verso giusto. Quando Jimmy Carter comincia a cantare, gli occhi di Fabrizio hanno lo sguardo di un uomo che sta toccando il cielo con un dito. Alla fine dei due brani un’autentica ovazione saluta Fabrizio che prima di andarsene abbraccia i suoi fratelli di musica (così i Blind Boys hanno voluto che Fabrizio li chiamasse perché, seppur nati su sponde diverse dell’oceano, quando suonano insieme appartengono davvero alla stessa famiglia). Fabrizio poteva ritenersi più che soddisfatto. Uno dei tanti suoi inimmaginabili sogni era diventato realtà.
Ma un altro colpo al cuore lo stava attendendo. Richiamati a gran voce di lì a poco per un meritatissimo bis, i Blind Boys ritornano sul palco invitando a sorpresa Fabrizio ad unirsi a loro per una straordinaria versione di Higher Ground. Incredibile.
L’assolo di Fabrizio piace così tanto alla band che lo stesso Jimmy Carter esorta il gruppo ad allungare la canzone affinché Fabrizio abbia uno spazio ancora più lungo per improvvisare. Da commozione.
 
A volte i sogni si realizzano, ma bisogna essere capaci di dar loro una mano.
Bravo Fabrizio.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 10/02/2011 (9460)

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