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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9584 del 21 marzo 2011 (2337) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dialoghi: 3° appuntamento con Shipp e Sommer
Dialoghi: 3° appuntamento con Shipp e Sommer
Continua, con successo, la XIII edizione di “Dialoghi: jazz per due”, rassegna organizzata da Roberto Valentino per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia e ospitata nella suggestiva cornice di S. Maria Gualtieri.
 
Protagonisti del concerto della settimana scorsa sono stati il trombettista statunitense Steven Bernstein e il pianista Riccardo Fassi.
 
Forse qualche “purista” del jazz avrà storto un po’ la bocca, ma ormai dovrebbero essere abituati alle contaminazioni, e in quel concerto ce ne erano di molto evidenti con il mondo del rock, conseguenza logica delle “frequentazioni” di Bernstein (Lounge Lizards, Lou Reed, Marianne Faithfull, Sting, Ryuichi Sakamoto, Courtney Love), ma anche di Fassi (ha inciso un album dedicato a Frank Zappa).
Ed ecco quindi che tra le divagazioni di stile jazzistico occhieggiano “larghi” da sezione fiati alla Blood Sweat & Tears, pianismi “trillanti” alla Dr. John o ritmiche alla Elton John, alternando nel concerto brani di grande atmosfera ad altri serratissimi con stacchi quasi “progressive”. Monk e Davis se la ridono nell’ombra, i due si divertono, il concerto è piacevolissimo e il pubblico applaude soddisfatto.
Notevole e bizzarro l’uso della slide trumped; inusitato strumento che ricorda un piccolo trombone a culisse.
 
Ma passiamo al prossimo appuntamento, quello di giovedì sera con Matthew Shipp (pianoforte) e Günter Baby Sommer (batteria, percussioni).
Europa e America a confronto: da un lato c’è uno dei pianisti afro-americani che oggi meglio incarna il dialogo fra tradizione e contemporaneità, dall’altro uno dei più fantasiosi batteristi-percussionisti del “Vecchio Continente”.
 
Nato nel 1960 a Wilmington (Delaware), Matthew Shipp si è mostrato sempre curioso esploratore, sia quando ha collaborato con i sassofonisti Roscoe Mitchell e David S. Ware, sia nelle vesti di leader in vari progetti, nonché di curatore di collane discografiche (la Blue Series della Thirsty Ear). Il suo pianismo, in parte debitore a Cecil Taylor, è solido, percussivo, ma nel contempo intriso di lirismo. Nella sua ormai vastissima produzione discografica si rintracciano anche incontri con sperimentatori elettronici (El-P) e rapper d’assalto (Antipop Consortium). In Italia, dove il pianista statunitense è da tempo di casa, la musica di Shipp gode dell’attenzione da parte di varie etichette discografiche.
 
Classe 1943, nato a Dresda, considerato all’epoca della separazione fra le due Germanie uno dei jazzisti di punta dell’Est, Günter “BabySommer coniuga estro e creatività con un personalissimo set strumentale. Affine ad altri improvvisatori europei con cui ha più volte suonato (Alex Von Schlippenbach, Peter Kowald, Peter Brotzmann, Evan Parker), ha avuto collaborazioni anche con musicisti d’oltreoceano, in particolare con il trombettista Wadada Leo Smith (ma rimane significativo anche l’incontro, seppur episodico, con Cecil Taylor). Di rilievo è pure la militanza in una delle migliori formazioni europee, il Zentralquartett, costituito da Sommer assieme al trombonista Conny Bauer, al pianista Ulrich Gumpert e al sassofonista e clarinettista Ernst-Ludwig Petrowsky.
 
 Informazioni 
Dove: Santa Maria Gualtieri, piazza della Vittoria - Pavia
Quando: giovedì 24 maro 2011, ore 21.00.
 

Furio Sollazzi

Pavia, 21/03/2011 (9584)

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