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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9619 del 1 aprile 2011 (2839) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dialoghi chiude con Ribot e Cappelli
Dialoghi chiude con Ribot e Cappelli
Con il concerto di Mercoledì 6 si chiude la XIII edizione di “Dialoghi: jazz per due”.

L’appuntamento precedente era stato con il duo formato da Matthew Shipp (pianoforte) e Günter “Baby” Sommer (batteria, percussioni).
I due confessano subito che, oltre a non aver mai suonato insieme prima d’ora, durante il sound-check hanno deciso di non provare niente: “saliamo sul palco e suoniamo… e stiamo a vedere cosa accade”.
Ne è venuto fuori un ottimo concerto, non solo interessante ma anche divertente perché se Shipp ha mantenuto il suo “a plomb” da jazzista, il vecchio Sommer ha “tenuto banco” non solo con la sua navigata e originale tecnica percussiva, ma anche con una verve scenica e gestuale che ha trasformato il concerto in un vero e proprio spettacolo a tutto tondo.
 
E veniamo così all’ultimo concerto della rassegna che vedrà sparire il pianoforte (per i primi tre concerti era stato una costante) dal palcoscenico per lasciare il posto a due chitarre, quelle dello statunitense Marc Ribot, figura di spicco della downtown scene newyorkese, e l’italiano Marco Cappelli, napoletano con base stabile nella Big Apple.
Accomunati da spirito di avventura, dal desiderio di sperimentare e ricercare, Marc Ribot e Marco Cappelli sono musicisti che amano mettersi continuamente in gioco e il loro duo, a Pavia, è al debutto italiano.
 
Originario di Newark (New Jersey), Marc Ribot è uno dei nomi più in vista dell’odierno panorama chitarristico internazionale. Ha collezionato innumerevoli collaborazioni nel jazz, come nel rock e in altri campi: Tom Waits, Chuck Berry, Solomon Burke, Elvis Costello, Marianne Faithfull, Caetano Veloso, Laurie Anderson, Norah Jones, Joe Henry, McCoy Tyner, Jazz Passengers, The Black Keys, il nostro Vinicio Capossela, sono solo alcuni tra i tanti che si sono avvalsi del suo originale contributo strumentale. Componente dal 1984 al 1989 dei Lounge Lizards, Ribot ha anche all’attivo un fecondo sodalizio con John Zorn,. Tra i propri gruppi, fondati dagli anni Ottanta in poi, ci sono i Rootless Cosmpolitans, i Cubanos Postizos, il quartetto Spiritual Unity (dedicato ad Albert Ayler) e il trio Ceramic Dog. L’album più recente di Marc Ribot è Silent Movies, realizzato in totale solitudine e ispirato dall’amore che il chitarrista americano nutre per il cinema.
 
Di formazione classica (ha studiato al Conservatorio S. Cecilia di Roma e in seguito alla Musik Akademie di Basilea), Marco Cappelli si divide abitualmente fra musica improvvisata e contemporanea. Nelle sue esibizioni utilizza chitarre acustiche ed elettriche, spesso combinate con l’elettronica. Ha suonato con Butch Morris, Anthony Coleman, Michel Godard, Cristina Zavalloni, Enrico Rava, Elliott Sharp, Giovanni Sollima, Markus Stockhausen, Mauro Pagani e altri ancora. È socio fondatore dell’Associazione Dissonanzen di Napoli, del cui omonimo ensemble fa parte. Da quando vive a New York collabora con, tra gli altri, Marc Ribot, il batterista Jim Pugliese e il percussionista Adam Rudolph. Ha inciso tre album per chitarra sola: Fantasia per Ensemble, Yun Mu (musiche di Zorn, Lugo, Reich, Lee, Tedde) e EGP – Extreme Guitar Project.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 01/04/2011 (9619)

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