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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 9795 del 24 maggio 2011 (3149) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Claudio Borghi – Sculture 2008-2011
Claudio Borghi – Sculture 2008-2011
Sabato pomeriggio s’inaugura, presso il Castello Visconteo di Pavia, la mostra Claudio Borghi – Sculture 2008-2011, promossa dal Settore Cultura e dai Musei Civici pavesi, con una specifica attenzione per il rapporto di dialogo che s’instaura tra la scultura, gli spazi storici del loggiato del Castello trecentesco, il pensiero creativo e quello visivo.
 
L’esposizione, che accoglie lavori anche di grandi dimensioni, documenta la produzione recente di un artista su cui da tempo la critica ha posto la sua attenzione, indicandolo come uno degli esponenti più significativi della scultura italiana.
 
Fin dai primi appuntamenti espositivi alla storica Galleria delle Ore, Claudio Borghi documenta il suo lavoro in un accurato catalogo (prima edizioni Mazzotta, poi Spaziotemporaneo, oggi Nomos), che accompagna le mostre organizzate lungo tutto il 2011 in diverse sedi (Lissone e Alessandria nei mesi scorsi, Pavia e in seguito Milano).
 
Luigi Cavadini, nel testo in catalogo, così ne descrive il lavoro: “[…] in tutta la scultura di Borghi, si assiste ad un sano confronto tra pieno e vuoto e, se definissimo per ogni scultura un parallelepipedo che la possa contenere, ci accorgeremmo che spesso è più il vuoto che il pieno, dove per pieno intendiamo la parte di spazio occupato dalla materia-scultura (anche se qui questa materia, che è la pelle di un involucro chiuso, è solo contenitore di un altro vuoto). Al punto che sarebbe più logico parlare di scultura del vuoto.
La presenza della scultura nello spazio è leggera, ma è comunque una presenza in cui vuoto e pieno dialogano. Il vuoto scivola sul pieno, ne accarezza le ruvidità, vibra con esso. Il pieno, più statico, lascia fare, ma rimanda sensazioni con quella sua pelle ruvida fatta di rugosità e di anfratti, di superfici rigide e di forme compatte, che comunque dettano legge perché chiudono passaggi (e altri, ampi, lasciano aperti) e impongono percorsi.
Certo che se il vuoto (mi riferisco a quello esterno) fosse riempito da folate di vento, allora la “cosa” inventata dall’artista potrebbe anche “cantare””.
 
E aggiunge: “Ma non è tutto. Nella valutazione del dato visivo, molto dipende da quali sono gli equilibri tra le parti che compongono una scultura. Il gioco dei “pesi” (e dei “non-pesi”, vale a dire i vuoti) appare qui sempre calibrato: non rilevi mai cadute o tensioni. Le forme-materia e le forze che le legano non rivelano scompensi e non generano timori. Tutto è sospeso anche quando la parte più pesante fa da base […].
[…]Tutto questo diviene sollecitazione mentale, luogo di pensiero. Così nel tempo matura una visione che prima prende forma di segno - di segni in divenire, disegni in evoluzione - sfrondando tutto quanto è superfluo, liberando l’immagine mentale che pian piano si va affrancando da condizionamenti e da inutili contesti. Fino a quando il segno si consolida, si fa leggere nella consistenza dell’essere, urge per essere nuovamente materia[…]”.
 
 Informazioni 
Dove: Loggiato del Castello Visconteo, v.le XI Febbraio – Pavia
Quando: da sabato 28 maggio (inaugurazione ore 18.00) a domenica 3 luglio 2011. Orari: da martedì a venerdì: 10.00 - 17.50, sabato e domenica: 10.00-19.00. Lunedì chiuso.
Ingresso: gratuito.
 

Comunicato Stampa

Pavia, 24/05/2011 (9795)




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