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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9983 del 29 luglio 2011 (2311) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Michael Mcdermott che sorpresa!
Michael Mcdermott che sorpresa!
Confesso la mia ignoranza: non avevo mai ascoltato nulla di Michael McDermott!
 
Quando sono andato in piazza, giovedì sera, ero convinto di trovarmi al cospetto di uno dei tanti cantautori del sottobosco americano, bravi sì, ma senza quel particolare “scintillio” che li rende stelle di prima grandezza.
Grande è stata la mia sorpresa quando, sin dai primi brani, mi sono accorto di quanto fosse differente la situazione.
 
McDermott è bravissimo, non solo dal lato compositivo (sia musicale che dei testi) , ma possiede un pathos espressivo fuori dal comune.
Bastava guardare la platea, per avere la controprova: a parte alcuni fan che arrivavano da varie parti della penisola, la gran parte del pubblico era composta da ascoltatori occasionali e di varia età e cultura musicale.
Eppure tutti erano lì, inchiodati, e pendevano dalle sue labbra, emozionandosi e applaudendo forsennatamente ad ogni sua proposta; e se ne aggiungevano continuamente di nuovi, catturati durante il passeggio serale e conquistati dalla sua musica.
Ai bis (richiesti a gran voce) la piazza era gremita.
 
McDermott è un personaggio da seguire con attenzione. Una strana miscela di Dylan, Springsteen, De Ville, con una connotazione tutta personale.
Viene da chiedersi come non sia arrivato ad essere una star da stadio; ma forse, mi dicono, la causa è da ricercare negli eccessi degli inizi che l’hanno portato ad essere inviso alla stampa e al management.
Resta il fatto che è molto bravo, bravissimo… E io mi sono comperato subito due suoi cd.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 29/07/2011 (9983)

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