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Abbazia di San Pietro
Abbazia di San Pietro
 
Ubicazione: Centro paese
Datazione: L'edificio attuale è quello costruito dagli Olivetani intorno alla metà del 1500 e radicalmente restaurato un secolo dopo.
Cenni storici: La storia di questa abbazia benedettina è legata a filo doppio con quella della celebre abbazia di Novalesa, in Val di Susa, fondata nel 726 sulla Via Francigena, centro di vita religiosa e spirituale e punto di riferimento della cultura del tempo.
All'inizio del X sec., in seguito alle scorrerie dei pirati saraceni, i monaci fuggirono a Torino, portando con loro gli arredi sacri, gli oggetti preziosi e una parte della biblioteca. Alloggiati in un primo tempo nel monastero dei SS. Andrea e Clemente a Torino, i frati fuggiaschi furono presi sotto la protezione del marchese d'Ivrea Adalberto (padre del futuro re d'Italia Berengario II), che donò loro la chiesa di S. Andrea in Torino (oggi Santuario della Consolata) e le «curtis» di Breme e di Pollicino (corrispondente forse all'attuale cascina Rinalda), oltre a numerosi territori sparsi per il Piemonte, la Liguria e la Lombardia occidentale. La donazione è confermata e ratificata pochi mesi dopo, il 24 luglio 929, dal re Ugo nella sua sede di Pavia.
Intorno alla metà del X sec. l'edificio doveva essere pressoché terminato; a quest'epoca risale anche la costruzione della cripta tuttora esistente.
Nel 1542 i monaci benedettini si trasferirono nell’abbazia di S. Alberto di Butrio e al loro posto si insediarono gli Olivetani, cui si deve la costruzione dell'edificio attuale e dell'artistico campanile, avvenuta alla metà del XVI sec. Il monastero venne poi radicalmente restaurato dopo la distruzione della fortezza, intorno al 1650.
Nel 1784 furono decretate dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele la soppressione dell'abbazia e l'acquisizione dei suoi beni da parte dello Stato, e, sotto il Regno italico di Napoleone I, fu infine abbattuta la già pericolante chiesa.
Aspetti artistici: Il corpo principale è quello disposto attorno all'antico chiostro del monastero (attuale cortile delle scuole), ma facevano parte del complesso anche i fabbricati del cortile adiacente e la casa collegata all'edificio principale da un arco sul quale si nota, molto sbiadito, l’emblema dei frati olivetani.
Completava il monastero il giardino terrazzato situato a sud del fabbricato e chiuso da un muro di cinta.
Ben conservata la suggestiva cripta della chiesa, probabilmente tra i primi edifici costruiti e dunque databile intorno all'anno 1000. Lunga poco più di 11 metri e larga 6, essa è divisa in tre navatelle da quattro colonne cilindriche in pietra (di cui una in marmo bianco venato) - che potrebbero provenire, come pezzi di recupero, da edifici di epoca romana - e da quattro pilastri in laterizio, di età più tarda, che sorreggono volta a crociera di mattoni a vista.
Curiosità: Difficile ricostruire la disposizione dei locali ma probabilmente al pianterreno erano situati i locali comuni: sala capitolare, refettorio, scriptorium, erboristeria-farmacia, mentre al primo piano si trovavano l'appartamento dell'abate e le celle dei frati.
Nell'ala ovest, antico ingresso e attuale municipio, vi erano forse dei locali "di appresentanza", mentre l'isolata casa a fianco, era forse adibita a foresteria. La parte rustica, con mulino, forno, officina, granai e stalle, era probabilmente situata a nord della chiesa.
Nei sotterranei, infine, trovavano posto magazzini, dispensa, cantina, ghiacciaia e cucina: quest'ultima, ben conservata, vanta un monumentale camino e alcuni fornelli in muratura.
Recapiti
Via Abazia San Pietro
Breme (PV)
Web: www.comunebreme.it
Telefono: 0384/77001 e 328/7816360

Orari di apertura
Il complesso è visitabile gratuitamente negli orari di apertura degli uffici comunali o in altri orari previa prenotazione.

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