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Museo per la storia dell'Università
Foto di Enrico Ferri
 
Storia: Risale al 1932, anno in cui a Pavia venne celebrato il centenario della morte di Antonio Scarpa, insigne maestro della scuola di Anatomia pavese. In quell'occasione molti dei suoi strumenti e dei suoi scritti vennero scelti per allestire una mostra in suo onore. L'inaugurazione ufficiale avvenne nel 1936 e da allora il nucleo originario si ampliò sempre di più: prima con strumenti ideati da Alessandro Volta (molti dei quali purtroppo andarono distrutti nel 1899 a Como dov'erano esposti per una mostra sul centenario dell'invenzione della pila) e quindi con materiali di privati o provenienti da altre facoltà. Buona parte del materiale è stato donato dagli eredi di Camillo Golgi: si possono ammirare infatti non solo i suoi strumenti personali, ma anche l'attestato originale del premio Nobel per la medicina che gli venne consegnato nel 1906. Di grande valore comunque tutto il materiale che si trova nelle sezioni di Medicina e di Fisica. La prima è divisa in tre sale dedicate a Scarpa, al patologo Porta e a Golgi. In questi ambienti si possono ammirare strumenti, preparati anatomici, volumi e cartelle cliniche. La sezione di Fisica invece risale al 1777 anno della fondazione dell'antico Gabinetto che col tempo si allargò sempre di più.
Cosa vedere: Consta di due sezioni principali ed accoglie anche materiale relativo a diverse discipline umanistiche.

La sezione di Medicina, ricchissima, è articolata in tre sale intitolate a tre grandi maestri della Medicina: l'anatomico Antonio Scarpa, il patologo chirurgo Luigi Porta, l'istologo e patologo Camillo Golgi. E' attualmente in allestimento una quarta sala destinata ad accogliere le acquisizioni più recenti, tra le quali la sezione di ematologia e il primo laboratorio di microscopia elettronica, istochimica e genetica.
Nel complesso il patrimonio della sezione è rappresentato da più di 4000 preparati anatomici, centinaia di strumenti chirurgici e decine di altri strumenti scientifici.

La sezione di Fisica, che consta complessivamente di circa 1000 pezzi, è divisa in due sale. La prima sala, inaugurata in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'invenzione della pila (1999), ospita una ricca collezione di strumenti originali del Gabinetto di Fisica di Alessandro Volta, che dal 1778 fu professore di Fisica Sperimentale a Pavia. Oltre agli strumenti conservati nelle vetrine, due tavoli di lavoro, appartenuti allo stesso Volta, ospitano alcuni esemplari dei numerosi strumenti che utilizzò per investigare le proprietà della carica elettrica e dei corpi elettrizzati.
E' stato recentemente realizzato un applicativo che permette una visita virtuale di questa sala. Cliccando su di uno strumento si una breve scheda accompagnata da foto, animazioni che presentano il funzionamento dello stesso, note per l'approfondimento di temi di fisica e di storia, biografie degli scienziati più strettamente legati all'ideazione o all'uso degli strumenti ed infine alcune note curiose per alleggerire l'argomento e attrarre l'attenzione.
La seconda sala, il Gabinetto di Fisica dell'Università fondato nel 1771 - attorno al quale ruota l'origine del museo stesso -, ospita circa 600 pezzi, alcuni dei quali unici al mondo: strumenti ideati o acquistati dai successori di Volta nella cattedra di Fisica dell'Ateneo Pavese.
Oggi gli strumenti sono divisi in sezioni: elettrologia (la più consistente), ottica, pneumatica, termologia, meccanica, geodesia.

Recapiti
Presso il Palazzo Centrale dell'Università, C.so Strada Nuova, 65
Pavia (PV)
Web: musei.unipv.it
Telefono: 0382/984709 - 984707
Fax: 0382/29724

Orari di apertura
lun.: 14.00-17.00, mer. e ven.: 9.00-12.00. Altri giorni su appuntamento.
Ingresso libero.

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